Una cosa molto semplice da spiegare ma che è molto importante puntualizzare dopo decenni di balcanizzazione parlamentare e di sgrammaticature istituzionali, è la seguente: ciò che si propone di fare chi sceglie di costituire un’organizzazione politica non è conquistarsi uno spazio per manie di protagonismo e neppure arricchirsi e arricchire amici e parenti, ovviamente, ma nemmeno puntare a vincere e “asfaltare” gli avversari. Fare politica significa rappresentare delle istanze, dei principi, degli interessi: portare la voce del popolo elettorale che ti premia nelle urne dentro le assemblee legislative a tutti i livelli dell’amministrazione pubblica, difendere il proprio programma e le proprie idee, promuoverle e confrontarle con le altre, ma soprattutto trovare alleanze strategiche per portare a casa dei risultati. Questa è la più importante responsabilità che la classe politica ha di fronte al proprio popolo, non solo coloro che ti votano ma anche di fronte alla cittadinanza tutta. Questo significa che, se su alcuni temi ci sono convergenze con partiti anche distanti anni luce dai propri valori, è importante sapersi confrontare. Significa anche non demonizzare l’avversario politico, non renderlo un mostro da abbattere o un nemico pubblico, quanto piuttosto un interlocutore. Infine, tutti si propongono di prendere più voti possibile, per avere più forza nelle assemblee e nei parlamenti, magari poter comporre un governo con molti propri esponenti nelle posizioni chiave, ma questo non dev’essere un obiettivo perseguito a scapito della rappresentanza. Oggi, invece, capita esattamente questo e la situazione che si genera allontana sempre di più i cittadini dalla partecipazione. Partiti litigiosi, almeno in apparenza, guerra fra bande, personalismi, egoismi, sistemi clientelari purtroppo la fanno ancora da padrone.
Libera e Sovrana su questo aspetto ha una posizione ben chiara: il primo obiettivo è riportare forte e chiara la voce dei lavoratori sindacalizzati dentro le aule del potere. Vogliamo salari più alti, case e servizi pubblici adeguati per tutte e tutti, a partire dalle categorie più fragili, vogliamo che l’Italia smetta di inseguire la corsa al riarmo e alla guerra, vogliamo che sia affrontata in maniera davvero seria e profonda la questione ecologica, vogliamo rimettere al centro i territori e la loro valorizzazione, avendo la nostra Madre Patria come solida base e il nostro più prezioso bene comune.